TESTO ESTRATTO DA CARNE SACRA – DI VALENTINA CALISTA

Ubriachezza dell’assenza
ricordiamo di vivere sempre.
Lampo in cui il fiato s’arresta
e le mani si fanno pianura.
Poi curiamo le memorie, lunghe
orazioni da fissare sul legno dei ricordi.
Sappiamo – finalmente – d’essere soli:
eterno esistere nella nuda presenza.
La bellezza richiama
a riordinare immagini remote.
Il muretto della casa – sopra la mia mano
vi riposava – tratteneva il calore di giugno,
in sospensione era l’estate a mezzogiorno.
Intermittenze dell’upupa, un dono.
Istante di dolcissima apatia
del profondo celebrare.

Calista Valentina, da Carne sacra, Edizioni Ensemble, Roma, 2012, p. 20.

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