Palestina. Ogni guerra è sconfitta di tutti. Il dovere di riflettere nonostante l’assuefazione all’orrore.

Palestina. Ogni guerra è sconfitta di tutti. Il dovere di riflettere nonostante l’assuefazione all’orrore

Valentina Calista

Reading, 11 Luglio 2014

Palestina. Ogni guerra è sconfitta di tutti.
Il dovere di riflettere nonostante l’assuefazione all’orrore.

Nel 1945, a guerra finita e nell’umiltà della sua fanciullezza, la giovanissima Wisława Szymborska scriveva in una poesia senza titolo:

«Il nostro bottino di guerra è la conoscenza del mondo:
– è così grande da stare fra due mani,
così difficile che per descriverlo basta un sorriso,
strano come l’eco di antiche verità nella preghiera» (1)

Oggi, nel 2014, davanti agli orrori della guerra che vede il coinvolgimento di Palestina e Israele, questo bottino di guerra sembra ancor più piccolo, tanto che potrebbe stare in una sola mano, tanto che potrebbe non servire più un sorriso per descriverlo, anzi, sarebbe forse il caso che le lacrime venissero in aiuto per salvarci dal distaccamento emotivo con cui siamo abituati ormai ad essere spettatori dell’orrore. Una cosa, però, risuona chiara e ancora…

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