In memoriam – di Valentina Calista

“A Paola Malavasi,
che tracciò la strada della poesia
nella violenza dei miei indifesi anni.”
 
 
 
Provo a riprendere tra le mani  tue parole,
viali bianchi incisi di polvere e stanchezza
che ti vedono riposare con la schiena morbida
poggiata come piuma sulla tua quercia già cantata,
con le ginocchia all’aria fresca e le mani pensili
a cogliere le piccole cose da te raccolte nel novero.
 
Ci guardiamo da due mondi:  il linguaggio del silenzio
tesse discorsi nella presenza di noi.
 
Mi appari lieta e luminosa,  margherite sul tuo seno
e la mia guancia ti saluta lacrimosa, gioia luminosa.
 
Ci siamo incontrate a metà strada, nel sogno della casa
della mia infanzia sempre presente: era l’alba il giorno
il tramonto la notte, ciclico tempo mutevole, stagioni.
 
Pietra,
tu, parlavi col silenzio di me, a me, nell’attesa
che io sentissi finalmente la tua assenza, per sempre,
Presenza.
Non mi sei lontana se non per spazi, luoghi,
ma ogni parola riletta è una Pasqua di te rinnovata.

 

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