È per l’ubriachezza dell’assenza – poesia inedita di Valentina Calista

È per l’ubriachezza dell’assenza

che ci ricordiamo di vivere sempre.

Per quel momento dove il fiato s’arresta

e le mani si fanno pianura di ghiacciaio.

 

Poi, si risanano le memorie come lunghe

orazioni da fissare sul piano del marmo.

E sappiamo – finalmente – d’essere soli

nell’eterno esistere della nuda presenza.

 

La bellezza ci richiama, di lacrimazione

contaminata, a riordinare immagini remote.

 

Il muretto della casa –sopra il quale la mia mano

posava – sentiva il calor fatuo del sole di giugno,

e racchiuse in sospensione l’estate a mezzogiorno.

 

Un procedere d’intermittenze l’upupa ci donava.

Tuttavia, risiede quell’istante di dolcissima apatia

nei sempre celesti angoli del profondo ricordare.

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