Apnea notturna – di Valentina Calista

La larghezza della tua schiena

sopporta sempre le mie indecisioni.

Se oggi piove – dopo molto –  lo devo

a te che mi apri le palpebre, e gli occhi,

e fai grondare le mie convinzioni

di sotterrate purezze nella camera

da letto, quella che avevamo, che ora

anche qui abbiamo, ma è diversa, certo.

 

Non è la stessa larghezza che ci apparteneva,

più piccole le mani, più piccole le idee,

ma i sogni ingigantiscono i giorni lontani,

quelli dove i ricordi si mangiano a stomaco

vuoto, con i crampi che scolpiscono il domani.

Se la notte respiro male è per l’aria che brucia

lungo il tunnel dove la mia voce si dilata.

Il tuo gomito mi salva dall’apnea notturna.

Se mi giro ti ritrovo intatta, cristallizzata

nell’amore che mi ha voluto, ho desiderato

essere il tuo primo amore, come fosse l’ultimo.

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