Lasciate cadere le mie parole – di Valentina Calista

Lasciate cadere le mie parole,

vi prego, non raccoglietele

con mani

sudice, vi prego, non ancora.

Come vetro, cocci

domani diverranno.

Ma è dopo l’urto

l’avvenire del rigenerarsi.

 

Dopo ogni morte

c’è un solito inizio

pulito, nuovo, un vestito

per la festa che mi avete

preparato. Magari è tardi.

Ma non ho voglia

di cantare a mani sporche.

Soprattutto con voi.

Bandite le mie parole

dagli aulici pensieri

sull’arte. Che noia.

M-o-r-t-a-l-e.

 

Felice, si, di restare

in silenzio

perché solo da esso

si generano miracoli.

 

 

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